I più giovani non lo ricorderanno ma si iniziò con due squadre cittadine: la Nuova Brindisi Sport in Promozione ed il Brindisi Calcio in Eccellenza. Ad un certo punto, verso ottobre-novembre, vi fu una sorta di “permuta”.
Il termine (permuta) non è mio ma di Roberto Romeo cui cedo volentieri la parola:
ad un certo punto Carmelo Cogliandro, patron della Nuova Brindisi Sport che giocava in Promozione, con maggiori disponibilità economiche rispetto a Laurino Rubino e con una rosa di calciatori sprecata per la categoria, spinto dal sindaco Antonino azzardò una sorta di permuta in corso di campionato, delle due squadre in modo da anticipare i tempi della scalata al calcio che conta, mantenendo integro il titolo sportivo che fu della Brindisi Sport e che era divenuto di proprietà del Brindisi Calcio, trasferendo nella principale squadra cittadina tutto il suo staff e, ovviamente, la rosa di calciatori, mantenendo solo pochi calciatori originari come, ad esempio, il giovane Taurino.
L’allenatore era Gioacchino Marangio in quanto Carbonella, avendo in quella stessa stagione già allenato la Nuova Brindisi, non poteva sedere in panchina e gli fu ritagliato un ruolo dirigenziale. Il nuovo sodalizio partì lontanissimo dalla vetta e dopo un inseguimento entusiasmante di cinque mesi, che riportò nuovamente il grande pubblico al Benedetto Brin, arpionò la seconda piazza e, dopo aver disputato gli spareggi nazionali facendo fuori Chieuti e Cephaledium, tornò in serie D con questa formazione tipo: Vantaggiato, Taurisano, Cavaliere, Taurino, Cucurachi, Cursi, Marinosci, Morisco, Russo, Sardelli, Presta; vi erano anche Tenzone, De Lorenzo e Semeraro.”.
Ecco, quella stagione meritava d’esser ricordata come una menzione merita una iniziativa editoriale, del sempiterno Antonio Celeste. Il riferimento è al settimanale “Agenda Sport” che per un paio di stagioni raccontò le gesta delle maggiori formazioni di calcio e basket.
Conservo gelosamente tutte le copie! Ora non mi funziona lo scanner sennò vi mostrerei gli articoli dell’epoca incluse le foto di un Carmelo Cogliandro più giovane di 25 anni.
Ad ogni modo: era doveroso questo ricordo. Ho già scritto tanto e quindi rinvio ad altra occasione il racconto dettagliato delle circostanze in cui ebbi modo di scambiare due parole con lui (con un amico eravamo andati allo stadio per comprare i biglietti della finale col Cephaledium già narrata prima) e quel ritorno, festoso, dalla Sicilia in cui noi pochissimi affezionati avevamo seguito la squadra sciroppandoci ore ed ore di strada in una Domenica caldissima del 2000! Nelle stazioni di servizio capitò più volte la coincidenza delle soste e quindi il gustare un caffè vicini con la gioia di esser tornati in D dopo un decennio.
Credo di non averlo mai più visto o incontrato da allora. Oggi, 6 agosto del 2026, apprendo della sua morte. Addio Presidente Cogliandro.
Cosimo De Matteis
Postilla: la foto è un frame tratto da una intervista dello scorso febbraio rilasciata, manco a dirlo, ad Antonio Celeste nel Palasport di Pesaro. Nelle Marche viveva e lavorava Carmelo Cogliandro da molti anni. Il funerale sarà celebrato nella chiesa San Paolo apostolo al Vallato sabato 8 agosto alle ore 9.



